Sensini: sopprimiamo i cani nei canili

5 Febbraio 2011 2 commenti

Nuova proposta shock da tale sindaco Sensini che non poteva che essere del Carroccio.

«In tempi di crisi – dichiara – quelli che non vengono adottati da una famiglia entro 2-3 anni debbono essere soppressi perché i comuni non sono in grado di poterli mantenere per 10-15 anni». Per l’esponente del Carroccio, «è solo ipocrita l’atteggiamento di chi non si rende conto di come gli animali siano costretti a vivere nei canili». Sensini, fino allo scorso anno proprietario di un cane samoiedo, spiega che a Fossalta l’amministrazione municipale paga 25 mila euro l’anno per mantenere in vita 19 animali. «In questi tempi – conclude – non ce lo possiamo permettere». (fonte www.gazzettino.it)

Probabilmente il sindaco Sensini (di nome ma non di fatto, nulla di sensato esiste in questa proposta) dedica tutta la sua vita ai cani nei canili per arrivare ad una soluzione così estrema. Io mi rendo conto della situazione in cui vivono i cani perchè a differenza di lei io i canili li conosco, ci vado, e non creda che non abbia un kaizer da fare come lei! Non per questo credo di essere ipocrita quando mi batto per la vita dei cani che vi sono ospitati a tutti i costi. A TUTTI I COSTI!

25mila euro l’anno per un comune cosa sarà mai, un sindaco come lei Sensini ci costa molto molto di più!Provi sindaco Sensini, lei e tutti i suoi compagni di merende, che intanto vanno a mignotte e spendono i loro soldi  a trans, droga e vita spericolata, alla faccia della crisi a vivere a 1000 euro al mese come la maggior parte dei cittadini in questo paese (1000 euro quando non sei tassato dall’Irpef e ti vedi decurtato lo stipendio). Sono certa che rientreranno subito i soldi nelle casse del suo comune.

Ma si infondo dobbiamo adeguarci a quanto avviene nei paesi più evoluti d’Europa, Inghilterra, Francia, Svezia e a ciò che avviene negli Stati Uniti… e poi magari potremmo applicare questo concetto a tutti gli altri soggetti deboli: i barboni, gli anziani, i malati di handicap, chi più ne ha più ne metta. Anzi propongo di reintrodurre la pena di morte, troppi detenuti nei carceri ci costano assai.L’importante è risparmiare… anche sul buonsenso.

Ricordiamo a questo proposito la notizia riportata dall’ANSA che vede come protagonista sempre lui:

(ANSA) – VENEZIA, 4 FEB – Niente buoni pasto ceduti dalle maestre di un asilo per far mangiare in mensa una bimba di 4 anni, figlia di immigrati in difficolta’. A proibire il gesto di solidarieta’ e’ il sindaco leghista di Fossanta di Piave (Venezia), Massimo Sensini, che ha opposto un secco ‘no’ al gesto di 4 maestre e due bidelle, che si erano private del loro buono pasto pur di permettere alla piccola di mangiare.

Visto che i politici inutili come lei Sensini ci costano troppo a noi cittadini, per quanto riguarda la soppressione partiamo da lei. Chissà se sarebbe d’accordo. Buffone!

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Avanti, progresso!

18 Dicembre 2010 Nessun commento

In memory of Laika R.I.P.
un Cane divenuto il simbolo della crudeltà umana in nome del “progresso scientifico”.
Il 3 novembre 1957 Laika (Kudrjavka) venne lanciata nello spazio per non fare più ritorno viva sulla sua Terra.

La scimmietta “Britches” liberata nel 1985 dai laboratori dell’università della California (Riverside, USA) dall’Animal Liberation Front (ALF). Nell’ambito di esperimenti sulla vista, a questa scimmia erano state cucite le palpebre e innestato sulla testa un dispositivo sonar che avrebbe dovuto sostituire gli occhi.

E Britches DOPO che l’ALF lo ha SALVATO, in un santuario per i primati.

Thimble fa parte di un programma di studio dei danni della nicotina sulle madri e sui feti. Delle scimmie vengono messe in gravidanza e poi subiscono una serie di terribili interventi per impiantare delle pompe di nicotina sulla loro schiena. Vengono soppresse a varie fasi della gravidanza e sia li cadaveri delle madri che dei feti vengono studiati. Questa è la fine che questa dolcissima scimmietta ha fatto.
Ora riposa felice negli Elisi.

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Sofferenza animale al circo

17 Dicembre 2010 3 commenti

Per non dimenticare. Honolulu 1994. Dopo 20 anni di tortura al circo, dove gli elefanti vengono seviziati ogni giorno con grossi ganci dalla punta ad uncino tipo ami da pesca, che tagliano la loro pelle nelle parti piu’ sensibili (di solito l’area dei genitali per far loro piu’ male) ,Tyke riusci’ ad uccidere l’aguzzino che le insegnava umilianti trucchi da circo per fare soldi, e a sfuggire nel centro di Honolulu alla disperata ricerca della liberta’ perduta e della tranquillità, del suo habitat, di una vita che non fosse fatta di dolore e paura.  Fu circondata dalla polizia e dai cittadini locali, che le spararono 86 proiettili nel corpo stanco. Nonostante questo le ci vollero 2 ore per morire, 2 ore durante le quali nessun tipo di aiuto veterinario o anestetico fu autorizzato.  Tyke non attaccò nessun altro, solo il suo “domatore” che la torturava da 20 anni!

Si dice spesso che gli animali non hanno voce, ma gli occhi di Tyke in questa sua ultima foto gridano a noi. Nello sguardo pieno di terrore, incredula tristezza all’essere perseguitata per essersi difesa, vediamo lo spirito che non puo’ essere spezzato, la speranza che sopporta 20 anni di tormento e non muore, la forza indomabile del carattere, nella ricerca della propria liberta’ dalla tortura.

Non esiste essere vivente al mondo che non abbia diritto alla vita e alla libertà. Nessuna legge giustifica torture a danno di innocenti e ancora oggi ci chiediamo cosa spinga un essere umano ad infliggere dolore ad un innocente che ti guarda con gli occhi sbarrati di terrore!

DIFENDI L’INNOCENZA. NON ENTRARE AL CIRCO.

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Belluno: condanna a morte per 1400 cervi

17 Dicembre 2010 Nessun commento

Sono venuto a conoscenza della delibera approvata nel bellunese riguardo il massacro di circa 1400 femmine e cuccioli di cervi e caprioli nella vostra provincia dal 17 aprile al 29 maggio 2011. Ho anche saputo che sono stati ignorati tutti gli appelli provenienti da ogni fronte sia per un discorso di sensibilità e amore verso queste creature indifese già decimate dalle nevicate eccezionali di 3 anni fa sia di sicurezza (in primavera l’erba alta e la vegetazione copiosa rendono più scarsa la visibilità).

Inoltre, le Dolomiti, che rientrano nel Patrimonio dell’Unesco, in questo periodo sono particolarmente frequentate da turisti che amano camminare in montagna.

A questo punto l’unica strada possibile rimane il BOICOTTAGGIO TURISTICOverso la vostra provincia che ha varato una delibera da medioevo (le femmine di capriolo partoriscono tra fine maggio e i primi di giugno. Vi lascio immaginare la fine atroce e lenta cui va incontro il cucciolo se la madre viene colpita) e che non si preoccupa della sicurezza dei propri turisti (pensate a una famiglia in giro per una passeggiata in montagna accompagnata da un gruppo di cacciatori che come dimostrano i fatti sono spesso “miopi”…).

Rinuncerò alle mie abituali ferie nel bellunese e boicotterò questo territorio se non verrà abrogata questa delibera, infine inviterò amici e conoscenti a fare altrettanto.

Cordiali Saluti

(nome e cognome)

È possibile inviare lettera analoga ai seguenti indirizzi di posta elettronica:

federalberghi@ascombelluno.it

r.rist@provincia.belluno.it

belluno@gazzettino.it

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Le dichiarazioni di Zaia

19 Settembre 2010 2 commenti

GEAPRESS – Tempo inclemente a Venezia, che non è riuscito a fermare le parecchie centinaia di persone che hanno sfidato violenti scrosci di pioggia per dire NO ALLA CACCIA. I primi  temerari (vedi foto gazebo) erano sul posto già alle 12.30. Un pò di indecisione tra un tuono e l’altro e poi velocemente la piazza si è riempita (vedi foto in sequenza). Nel giro di venti minuti oltre mille persone, poi raddoppiate durante il percorso,  hanno dato forma al corteo anti caccia promosso da LAV, ENPA, LAC, OIPA, Animalisti Italiani e LIPU. Prima il discorso di Massimo Vitturi, responsabile Caccia della LAV. Per fortuna breve, perché un secondo dopo che ha finito di parlare i fulmini del Presidente Zaia hanno iniziato ad abbattersi. Dal vivo, perché una valanga d’acqua ha impietosamente seguito di un millesimo di secondo il discorso di Vitturi, ed indirettamente dal momento in cui il Presidente della Regione Veneto dichiarava (ovviamente in altra sede) che domani sarebbe andato ad inaugurare l’apertura della stagione venatoria. Pazienza, per Zaia e per l’acqua. Il popolo degli anti caccia serra le fila ed inizia il percorso. Numeroso, colorato, compatto ed anche un pò incavolato. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

Aggiungo: mi vergogno di essere rappresentata in quanto italiana da politici ignoranti che non si meritano il ruolo che, non si sa come, hanno ottenuto. Pago le tasse a questi ladroni che si muovono in auto blu per cosa? Ascoltare queste dichiarazioni? Mi auguro che Zaia prima o poi assaggi quei proiettili fino infondo al sedere|

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Riapre la caccia

19 Settembre 2010 Nessun commento

GEAPRESS – Da stamani si apre ufficialmente la stagione venatoria 2010-2011. Di fatto, però, a ben guardare le vicende (anche mortali e non solo per gli animali) che hanno visto protagonista quotidiana la caccia di frodo, si potrebbe dire che forse non si è mai chiusa. Per non parlare della farsa della pre apertura al 1 settembre, attuata nella quasi totalità delle regioni italiane, e delle cosiddette cacce di selezione le quali continueranno ad impallinare gli ungulati fino a marzo per riprendere tre mesi dopo.

SPARARE ALLE SPECIE DEPAUPERATE QUANDO VUOI TU

In Italia sarà consentito sparare facendo scegliere al cacciatore il giorno che vorrà tra quelli consentiti. Di fatto si potrà anche sparare senza troppe difficoltà spostandosi tranquillamente da una zona all’altra, venendo così meno ad uno dei principi cardini della legislazione, ovvero legare il cacciatore al territorio. Lui però è uno spirito libero. Non solo: l’italico cacciatore potrà sparare finanche ad una graziosa anatroccola, la Canapiglia, ridotta in tutta Europa (!) a meno di 100.000 coppie (per non parlare dei 200 individui, bene che vada, del totale della popolazione italiana nidificante, stimata tra 50 e 100 coppie). Si potranno piombare anche animali appartenenti a specie “depauperate” (così come evidenziato dai tecnici incaricati dallo Stato al “buon” uso della legge sulla caccia) come la Quaglia e l’Allodola, oppure in evidente declino, come la Tortora ed il Frullino. Quest’ultimo, proprio secondo i tecnici dell’ISPRA (organo tecnico previsto dalla legge italiana sulla caccia), è presente in Italia con meno di 70.000 coppie. La Quaglia, invece, ne conta meno di 30.000. Quante ne vengono invece sparate? Nessuno lo sa, neanche l’ISPRA che dovrebbe elaborare i dati… che però nessuno, o quasi, gli invia (!). Hanno reso noti, però, quelli della “depauperata” Allodola, ma sono relativi a sole otto provincie e tre regioni per le quali, aggiunge GeasPress, rimane il dubbio che siano veramente esaustivi. Ad ogni modo in appena quattro stagioni di caccia ben 1.907.182 allodole sono state sicuramente ammazzate. E dire che la popolazione residua italiana è compresa tra appena mezzo milione ed un milione di individui.

SPARARE AI BAMBI

Ed i cuccioli? In Italia, soprattutto nel centro nord, è consentito sparare a Caprioli, Daini, Mufloni e Cinghiali. In pochi sanno però che è diffusamente consentito conficcargli il proiettile in testa un attimo dopo la nascita. In linea teorica si può attendere con calma che una femmina partorisca il piccolo per poi sparargli (sia alla femmina che al piccolo).

SPARARE ALLA STAGIONE TURISTICA

Non va meglio nelle Regioni che ancora potrebbero sfruttare il potenziale turistico estivo. In Calabria, ad esempio, viene consentita la caccia alle anatre, costruendosi un appostamento in spiaggia. Il malcapitato turista dovrà pertanto barcamenarsi tra appostamenti, pallini e cacciatori e se vorrà nuotare potrà imbattersi in papere di plastica colorata “made in china”. Sono gli stampi consentiti per richiamare i selvatici da sparare comodamente appostati sulla riva.

QUANTI SONO I CACCIATORI UFFICIALI

Sono in picchiata, ossia sempre meno. Nel 1980 ne venivano censiti 1.701.853, divenuti già due anni dopo 1.500.986. Nel 2007 erano a sua volta dimezzati: 751.876. Nella penultima stagione venatoria il Ministero delle Politiche Agricole confermava ancora l’esistenza in vita di 710.000 seguaci di Diana. La regione cacciatrice per eccellenza è la Toscana con 126.730 cacciatori, seguita da poco più di novantamila impallinatori lombardi e, più distanziati, da quelli laziali. Sono sempre meno, ma restano preda ambita delle industrie armiere e di politici, di tutti i colori, in cerca di facili consensi. Salvo forme locali più difficili da estirpare (come le tanto discusse cacce in deroga) l’invenzione della caccia come tradizione non regge ad alcun confronto storico. In molte regioni italiane, infatti, la caccia era un doloroso (..per gli animali) sfizio per aristocratici. Durante il ventennio, però, fu rinvigorita con la caccia di popolo per la quale fu regalato l’assurdo articolo del Codice Civile (tutt’ora in vigore) che consente ai cacciatori di scavalcare le recinzioni delle proprietà private anche con l’opposizione del proprietario. Neanche le indagini di Polizia hanno una così assoluta prerogativa.

LE “TRADIZIONI” IN DEROGA. IN ALCUNE REGIONI E’ REATO, IN ALTRE SI DIVENTA SCIENZIATI

Se catturi uccellini in Sicilia come in Campania commetti un reato, ma se lo fai in Lombardia piuttosto che in Veneto, la fatina della legge nazionale sulla caccia ti converte in una deliziosa musa dell’ornitologia. La zucca che diventa lussuosa carrozza è invece il roccolo che consiste, secondo la Lega Abolizione Caccia, nell’allestimento di giardini artificiali circondati da alberi dove gli uccellini vengono richiamati dal canto dei loro simili tenuti in gabbia dai cacciatori. La LAC stima che tra il 2004 ed il 2005 siano stati catturati dai roccoli italiani non meno di 527.520 uccellini, di cui 72.075 solo nel 2005. Quelli invece uccisi nell’intera annata venatoria, in tutte le Regioni e per tutte le forma di caccia, sono invece non meno di diciassette milioni.

I NUOVI INVESTIGATORI ANTICACCIA

Con una singolare manifestazione svoltasi ieri a Milano (vedi foto di copertina), due corpi dipinti da uccellini privi di vita accasciati sulla bandiera italiana insanguinata, la LAC e la Lush Italia, hanno reso noto che a breve partiranno i corsi diretti da Terry Spamer, già addestratore della Forze dell’Ordine inglesi, specializzato nella lotta e nell’investigazione delle pratiche contro gli animali. L’iniziativa “Liberi di Volare” sarà resa possibile grazie al contributo della Lush, nota azienda di cosmetici freschi e fatti a mano d’ispirazione vegana, ed avrà lo scopo di fermare la “licenza di uccidere” enormi quantità di piccoli uccelli in Italia. La meta da raggiungere è duplice: sensibilizzare l’opinione pubblica e rendere possibile la formazione dei volontari per l’attività di controllo della caccia illegale. Intanto proprio ieri si è conclusa la manifestazione anti caccia di Venezia (vedi foto ed articolo GeaPress). Centinaia di persone, almeno un migliaio solo alla partenza, hanno sfilato sotto la pioggia battente per dire senza equivoci un chiaro NO ALLA CACCIA.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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Vivisezione: chiarimenti sulla direttiva

11 Settembre 2010 1 commento

L’8 settembre il Parlamento Europeo ha purtroppo votato il testo della nuova Direttiva Europea in materia di sperimentazione animale (vivisezione) che andrà a modificare l’attuale Dirett iva Europea n. 609/86.

Tutte le iniziative portate avanti dall’OIPA nel corso degli ultimi anni come le lettere e le proposte di modifica suggerite ai nostri rappresentanti europei, non hanno impedito alla potentissima lobby della vivisezione (Istituti di Ricerca, Industrie farmaceutiche) di avere la meglio e di fatto carta bianca dall’Unione Europea. Infatti questa Direttiva non tutela affatto gli animali da laboratorio e addirittura rappresenta un passo indietro rispetto alla prima bozza risalente al novembre del 2008.

Inoltre non tiene per nulla in considerazione il sondaggio effettuato sui cittadini europei che si sono espressi assolutamente in maniera contraria alla sperimentazione sugli animali ed in favore di una loro maggiore difesa.

La nuova Direttiva ad esempio: non obbliga ad utilizzare i test sostitutivi, neppure laddove esistono  e non fa nulla per facilitare l’approvazione di quelli nuovi; vi è una grande libertà nella creazione di animali transgenici; vi è la possibilità di sperimentare più volte sullo stesso animale; vi è una maggiore permissività nello sperimentare senza anestesia e/o antidolorifici; sarà possibile sperimentare su primati (anche senza particolari motivazioni) e su cani e gatti randagi (in Italia è comunque vietato dalla Legge 281/91 sul randagismo).

Detto questo, bisogna considerare che si tratta di una Direttiva Europea, che poi ogni stato dovrà recepire e tramutarla in Legge, con la possibilità però di modificarla e migliorarla.
Inoltre l’attuale legge sulla vivisezione in Italia, (Legge 116/91 “Attuazione della direttiva (CEE) n. 609/86 in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici”.
http://www.oipaitalia.com/leggi/LEGGI_NAZIONALI/VIVISEZIONE/Vivisezione.pdf)
di fatto già adesso non differisce di molto dall’attuale Direttiva Europea. Infatti le proposizioni apparentemente categoriche, quali ad esempio : “tutti gli esperimenti devono essere effettuati sotto anestesia generale o locale” (Art. 4 comma 3), sono successivamente seguite da deroghe come “…salvo che essa sia ritenuta incompatibile con il fine dell’esperimento (Art. 9 comma 1).
In pratica le disposizioni derogatorie degli articoli 8 e 9 della Legge 116 del 1991 già nei fatti davano ampia libertà ai vivisettori di poter effettuare ogni tipo di esperimento su qualsiasi specie animali.
Come dire: è vietato uccidere a meno che il vivisettore non lo ritenga opportuno!

L’anno scorso l’OIPA, in collaborazione con le altre maggiori associazioni animaliste e antivivisezioniste europee, aveva provato a contattare i deputati europei per cercare di proporre le modifiche come di seguito esposte
http://www.oipaitalia.com/vivisezione/notizie/proposte.html

“L’obiettivo dell’OIPA è e rimane quello di arrivare all’abolizione della vivisezione – dichiara Massimo Pradella, Presidente dell’OIPA Internazionale e Segretario Generale della LIMAV (Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione) –  Purtroppo, per evidenti ragioni economico-politiche, siamo coscienti che al momento non è possibile proporre un’abolizione totale ma siamo certi che un giorno ci arriveremo. Il nostro lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica è fondamentale e continuerà incessanteAlla luce della presente Direttiva Europea, l’OIPA e la LIMAV, tenuto conto che la comunità scientifica ogni anno si dimostra sempre più propensa ad utilizzare i metodi alternativi abbandonando di fatto il ricorso agli animali, si appellano al Parlamento italiano affinché voglia tener conto, contrariamente a quanto fatto dal Parlamento Europeo, delle nostre proposte di modifica alla nuova Legge sulla sperimentazione animale”.

www.oipaitalia.com

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Europa anno zero

11 Settembre 2010 Nessun commento

Due anni di dibattiti per legalizzare la tortura di oltre 12 milioni di animali, bel progresso Europa!
27 Stati membri la devono applicare entro due anni, potrebbero renderla più restrittiva dice qualcuno, ma la pressione delle lobby farmaceutiche se è riuscita ad “accordare” parlamentari di 27 stati avrà solo gioco da ragazzi coi parlamentari di ogni singolo stato.
Il ricatto potrebbe essere quello occupazionale, industrie che migrano in stati più permissivi, come sta facendo l’industria automobilistica.
Primati, cavie, randagi … possono essere utilizzati nei laboratori; i randagi italiani sono esclusi (grazie alla 281/91), ma è poca cosa confronto ai milioni di randagi del sud e dell’est europeo.
Anestesia? neanche a parlarne.
Eutanasia? certo con l’anidride carbonica, in Europa è considerato un metodo umanitario! In realtà gli animali muoiono soffocati dopo lunghe sofferenze.

L’accordo tra Ppe (cui aderiscono PdL e UDC) e S&D (include il PD) ha reso possibile l’approvazione della Direttiva, è necessario ricordarselo  alle prossime elezioni. Intanto chiediamo conto, OGGI, ai firmatari, ognuno nel suo collegio elettorale. Maggioranza e minoranza non si salva nessuno e la trasversalità è stata garantita dal potere economico e ricattatorio delle multinazionali farmaceutiche.
80 europarlamentari  hanno chiesto che venisse votato il rinvio in Commissione, ma non è stato poi possibile. Comunque a loro, solo a loro, va il nostro ringraziamento.

L’ otto settembre era una data positiva per tutta l’Italia, nel 1943 veniva annunciata, attraverso la radio, la firma dell’armistizio: l’Italia usciva dal fascismo e dall’alleanza coi nazisti, dalla guerra delle leggi razziali e dello sterminio dei diversi.
L’otto settembre del 2010 l’Europa decide di dichiarare una guerra permanente ai viventi, per ingrassare le tasche di chi grasso lo è ad oltranza, per l’affaire più lucroso della storia moderna: la falsa medicina!

Elisa D’Alessio
Presidente associazione GeaPress

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Vivisezione e direttiva 86

11 Settembre 2010 Nessun commento

Con la revisione della direttiva 86 ora si può:

Sperimentare su animali invertebrati senza alcuna regola o limitazione.

Non utilizzare metodi alternativi neppure ove essi siano stati validati dagli enti a ciò preposti

Non considerare “alternativi” i metodi basati su cellule umane fetali o embrionali

Sperimentare su animali vertebrati qualsiasi sostanza o prodotto non destinati a fini terapeutici per i soggetti utilizzati.

Sperimentare sostanze o prodotti su animali sani ai quali sia stata inoculata o provocata una malattia o un’ alterazione dello stato di salute

Sperimentare su animali vivi a scopi didattici.

Uccidere gli animali a fini di addestramento e/o formazione e utilizzare a tali scopi i loro organi o tessuti.

Procedere alla effettuazione di test senza anestesia.

Non somministrare antidolorifici a un animale sofferente se ciò fosse richiesto a fini sperimentali.

Non creare una banca dati dei risultati delle sperimentazioni né pubblicare tali risultati affinché si possano evitare inutili duplicazioni di esperimentiù

Finora la vivisezione in Italia era osteggiata non tanto dagli animalisti, quanto dalla burocrazia del Ministero della salute. Si venivano a creare situazioni in cui il vivisettore doveva attendere anche 2 anni per fare una ricerca in attesa dell’autorizzazione.
Ora le procedure saranno snelle e il vivisettore potra lavorare in tempi brevi.

Vige la regola del silenzio assenso. Il vivisettore richiede un esperimento. Se entro 30 giorni il ministero della salute non da risposta, inizia a sperimentare.
Ovvio che in 30 giorni il ministero della salute non riuscirà mai a dare una risposta.
RISULTATO TUTTI GLI ESPERIMENTI SONO AUTORIZZATI.

Attenzione: chi afferma che la vivisezione sia necessaria per la sopravvivenza umana dimostra di essere un ignorante o un farabutto. La sola ragione per cui esiste la vivisezione è di tipo economico. Non è etico usare la vita di esseri senzienti per salvare la vita di altri esseri senzienti. Parimenti non è etico usare argomenti che facciano leva sulla fragilità di persone che hanno subito una malattia, la stanno subendo o che, nel peggiore dei casi, hanno subito un lutto dovuto a gravi malattie, per giustificare questi mezzi.

Nel 2010 è possibile un’altra soluzione: un’altra soluzione che non combacia con le regole del fatturato.

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“INCENERIRE I CANI RANDAGI” BUFERA SU CONSIGLIERE PDL

28 Agosto 2010 2 commenti

Il consigliere Bardanzellu (da geapress.org)

Incenerire i cani randagi, per risolvere il problema del randagismo in Sardegna. E’ la proposta del consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu, del Pdl, che ha giustificato quanto detto dicendo che “davanti ad un’emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti, anche impopolari”. “Per fronteggiare il randagismo, in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati”, ha aggiunto Bardanzellu. Ma incenerire i cani non dovrebbe essere una costante né un’abitudine, ma «una misura eccezionale, perché l’emergenza è eccezionale. Io, nel breve periodo, non vedo altre soluzioni».
La notizia, riportata dal quotidiano L’Unione Sarda, ha scatenato le reazioni del web e degli animalisti: il Gruppo d’intervento giuridico, la Lega per l’abolizione della caccia e gli Amici della terra hanno commentato durissimi la proposta del consigliere. «Il consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu (Pdl), olbiese, cacciatore, anche consigliere comunale, giunge a immeritata notorietà con la sua ricetta per contrastare il randagismo: incenerirli….Che cosa si può dire davanti a una proposta di mettere in pratica una soluzione contro la legge oltre che contro il minimo buon senso proveniente da un rappresentante delle Istituzioni? Perché non ammette che buona parte dei cani randagi sono abbandonati proprio dai suoi colleghi cacciatori quando non li ritengono adatti alla caccia? La legge n. 281/1991 e la legge regionale n. 21/1994 assegnano ai Comuni le competenze in materia di randagismo e le soluzioni alle relative problematiche sono nella realizzazione di canili consortili, nelle politiche di sensibilizzazione, nell’incentivazione delle adozioni, nella sterilizzazione, nella profilassi non certo in metodologie dall’odore vagamente nazistoide”.

Da Leggo

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